Autore: basilica

  • Il pensiero della settimana – Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

    Il pensiero della settimana – Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

    Celebriamo oggi la festa della S. Famiglia, contemplandola come modello per
    ogni famiglia. La famiglia è esperienza concreta della nostra vita di ogni giorno: i primi orientamenti, i valori fondamentali ci sono stati dati in famiglia.

    Il quarto comandamento “onora il padre e la madre”, che regola i rapporti familiari, è l’unico cui è annessa una benedizione. La famiglia scaturisce dalla volontà esplicita di Dio nel suo creare l’uomo e la donSanta Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe na, capaci di amarsi così da essere “una carne sola“ e di essere suoi collaboratori nel dare la vita. Dio ha voluto che l’amore coniugale fosse partecipazione e segno del suo amore per l’uomo: totale, fedele, gratuito e
    fecondo.

    Perché la famiglia realizzi il progetto originario, il primato deve essere sempre di
    Dio. Il primo impegno deve essere quella di riscoprire la sua volontà, i suoi progetti
    su noi e sui nostri figli. Non è per nulla facile, non lo è stato neppure per Maria e
    Giuseppe, ma sono sempre stati aperti e disponibili alla chiamata del Signore.

    Nella ricerca e nell’adesione da parte di tutti alla volontà di Dio sorge in famiglia una vera comunità, come quella di Nazareth, dove ci si ama gratuitamente, in cui non ci si arrabbia se non ci si capisce, ma si ricerca insieme il disegno di Dio; una comunità in cui l’autorità non è potere che schiaccia, ma servizio alla crescita delle persone.

    Chiediamo al Signore di essere lui il nostro sostegno, la nostra luce, perché tutte le nostre famiglie realizzino quella comunione d’amore che era lo stile di vita della Famiglia di Nazareth.

    don Alberto

  • IO VINCO-TU VINCI-NOI VINCIAMO

    IO VINCO-TU VINCI-NOI VINCIAMO

    Tre passi di danza

    Quando Massimo aveva 4 anni e sua sorella Maddalena poco più di 7, in famiglia scoppiavano spesso dei litigi che i genitori definivano “esasperanti”: a volte la questione era legata al posto a tavola, altre su chi dovesse ricevere prima il piatto della cena, altre volte sulla quantità dei maccheroni messi nel piatto di ciascuno… e questo era solo l’inizio del pasto serale.

    Non parliamo poi dei giochi: “è mio e non lo puoi usare”, “non te lo presto perché tu poi me lo rompi!”, “allora io te lo prendo quando tu non mi vedi e lo nascondo”…

    Per la verità, in altri momenti i due fratelli riuscivano a giocare molto bene insieme, si aiutavano in caso di difficoltà, comprendevano le emozioni reciproche; tuttavia le situazioni in cui tra i due scoppiava il litigio e in cui si rendeva necessario l’intervento dei genitori erano davvero numerose.

    I genitori a volte ascoltavano cosa era successo, cercavano di risolvere le criticità, li aiutavano a scendere a compromessi, altre volte invece – anche loro sopraffatti dalle loro stanchezze o impegni – esplodevano in urla, ricorrevano alle punizioni, mettevano in castigo.

    Tuttavia niente sembrava funzionare.

    Pochi genitori accettano il fatto che il conflitto faccia parte della vita e che non sia necessariamente di natura dannosa. Molti ritengono che il litigio sia qualcosa da evitare a tutti i costi; credono ad esempio che i “fratelli che si vogliono davvero bene” non litigano e che più il castigo che infliggono è pesante, più sia alta la possibilità di raggiungere l’obiettivo educativo desiderato.

    In realtà, perché si litiga?

    Semplicemente perché le persone sono diverse le une dalle altre, pensano in modo diverso, hanno bisogni diversi e aspettative che non sempre combaciano.

    I conflitti possono certamente allontanare le persone, ma possono anche avvicinarle in un’unione ancora più intima, far nascere un’unità ancora più consolidata e generare una comprensione reciproca ancora più profonda.

    Il conflitto nasce spesso dal desiderio forte di far valere la propria posizione; nelle famiglie in cui ciò avviene, il figlio ha l’opportunità di imparare a gestirlo e di essere più preparato ad affrontarlo negli anni a venire. Se i conflitti familiari vengono visti come preparazione necessaria per poter affrontare i conflitti in cui il figlio in maniera inevitabile si imbatterà fuori casa, potrebbero addirittura risultare benefici per lui a condizione che essi vengano superati in maniera costruttiva.

    È questo il punto critico di ogni rapporto: come viene risolto il conflitto, non la quantità di conflitti che insorgono.

    Purtroppo come adulti facciamo nostra la tradizione che vuole che il “bravo genitore” intervenga per cercare il colpevole tra i figli, dare ragione a uno dei due, punire chi litiga, dare una risoluzione con la pace, il bacino…, proibire o comunque chiudere velocemente la situazione.

    Segue poi l’inevitabile frustrazione poiché si realizza che tutto questo darsi da fare non funziona granché: i figli continuano a reclamare la nostra presenza quando litigano e il numero dei loro litigi non diminuisce affatto.

    Può aiutarci la proposta di D. Novara1 che suggerisce al genitore di affrontare il litigio tra i figli (dai 3 ai 10 anni) staccando la propria spina emotiva per analizzare meglio la situazione e adottare un atteggiamento di sospensione del giudizio in cui non si vuole dare una risposta al problema. A questi due passi indietro rispetto all’intervento immediato, è bene che seguano due passi avanti: permettere ai bambini di parlarsi tra loro del loro litigio e favorire il raggiungimento di un accordo creato tra loro stessi.

    Ciò significa che, dopo aver ascoltato in silenzio il bambino che ci ha chiesto aiuto, invitiamo entrambi i figli a parlarsi (con parole, disegni, immagini) all’interno di uno spazio che in casa è dedicato alla risoluzione dei litigi. L’ascolto reciproco può avvenire alla nostra silenziosa presenza (possiamo mediare la conversazione, dando la parola prima all’uno e poi all’altro), senza preoccuparci della coerenza dei contenuti, senza dare opinioni, senza obbligare a parlare.

    I bambini potranno così imparare che i conflitti si possono affrontare, che il punto di vista dell’altro è importante per avere la situazione chiara, che ci si può far rispettare con forza anche senza danneggiare l’altro, che parlarsi è più importante che vincere a tutti i costi, che si può sempre trovare un accordo, che essere amici non significa non avere disaccordi, che rinunciare a volte significa cercare qualcosa di più interessante…

    In questo modo la logica del vinco io (a scapito tuo) o vinci tu (a scapito mio) decade.

    La vittoria è di entrambi perché ciò che vince è il noi: la relazione è salva.

    Dott.ssa Stefania Cagliani

    1 D. Novara, Litigare fa bene. Insegnare ai propri figli a gestire i conflitti, per crescerli più sicuri e felici, Rizzoli, 2015.

  • 46esima Giornata mondiale della Vita

    46esima Giornata mondiale della Vita

    In occasione della 46° giornata per la Vita che si celebrerà il 04 febbraio 2024 il Consiglio Episcopale Permanente della CEI ci invita a riflettere sul tema “«La forza della vita ci sorprende. Quale vantaggio c’è che l’uomo guadagni il mondo intero e perda la sua vita?” (Mc 8,36)».

    Tenendo sullo sfondo questa esortazione, l’impegno volto ad aiutare il CAV (Centro di Aiuto alla Vita) che questa comunità pastorale ha assunto già da quale anno rivela il suo significato autentico.

    Sì perché dietro ad un gesto semplice: l’acquisto di un bel fiore che inneggia al risveglio della natura dopo i mesi più freddi, risiede un significato ben preciso per la nostra comunità cristiana: difendiamo e custodiamo la vita sin dal suo concepimento.

    Questo gesto di carità in occasione delle celebrazioni delle sante messe di tutte le chiese cittadine nella domenica diocesana della giornata nazionale per la vita, è incarnazione della Parola ascoltata; anche in questo modo, nella misura in cui ognuno di noi può, viviamo la nostra fede e la manifestiamo.

    Vale la pena di ricordare che sul nostro territorio il Centro di Aiuto alla vita, Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, è attivo da molti anni. Tra le sue finalità ci sono la prevenzione dell’aborto spontaneo, l’aiuto e l’assistenza di maternità difficili, con prestazioni gratuite erogate da personale volontario.

    Gratuità e servizio verso le vite più vulnerabili sono caratteristiche rare nelle logiche delle società moderne, per questo la nostra comunità pastorale tiene molto alla proposta della raccolta fondi a favore del Cav che riscuote una nutrita adesione, ottiene risultati inaspettati e di anno in anno manifesta una generosità crescente (negli anni il numero di primule vendute ed il corrispettivo del denaro donato al CAV è sempre cresciuto).

    Attraverso i fondi raccolti dall’iniziativa annuale della vendita delle primule la nostra città AIUTA il CAV ad AIUTARE la vita.

    Nel messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della CEI per la giornata della vita si legge La forza sorprendente della vita. Eppure, se si è capaci di superare visioni ideologiche, appare evidente che ciascuna vita, anche quella più segnata da limiti, ha un immenso valore ed è capace di donare qualcosa agli altri. ….La vita, ogni vita, se la guardiamo con occhi limpidi e sinceri, si rivela un dono prezioso e possiede una stupenda capacità di resilienza per fronteggiare limiti e problemi” prendendo spunto da queste parole la Commissione Famiglia cittadina propone anche di accogliere l’invito del CAV a partecipare ad una serata culturale dal titolo “DOWN 0 (ZERO). Dai pericoli dell’eugenetica alla promozione integrale della persona” condotta dal Dott. Don Stefano Biancotto, religioso guanelliano e pedagogista, venerdì 23 febbraio 2024 alle ore 21:00 presso la sala Cardinale Minoretti del Centro Pastorale Monsignor Ratti (via Cavour, 25 – Seregno, MB).

    La commissione Famiglia Cittadina

  • “Sim’on” in ebraico significa “Colui che ascolta”

    “Sim’on” in ebraico significa “Colui che ascolta”

    02 Febbraio: “Un uomo di nome Simeone”

    Celebriamo il 02 Febbraio la festa della presentazione di Gesù al tempio o della purificazione di Maria, detta anche della “Candelora”per la tradizione di benedire in quel giorno le candele, segno della luce di Cristo, luce che avanza sconfiggendo le tenebre dell’Inverno. Il vangelo in quel giorno ci riporta l’annuncio da parte di Simeone della luce divina che irrompe nel mondo per mostrare e fare conoscere il vero volto di Dio e la salvezza che Lui da sempre ha preparato per tutti i popoli. Ma anche la profezia fatta alla Madre, a colei che condividerà dalla nascita fino alla fine la sorte del proprio figlio, fino ad averne trafitta l’anima, per permettere la caduta, la resurrezione, e svelare i pensieri di molti cuori…

    Simeone quindi, ci interpella, non è mai senza motivo quello che il vangelo descrive.

    Come può egli recarsi al tempio proprio mentre giunge Gesù? Viene definito dalla scrittura “uomo giusto” (Lc 2,25), cioè in profonda intimità con Dio, e “timorato di Dio” (Lc 2,25), cioè umile di fronte al Creatore, di lui non viene detto nel vangelo che sia vecchio, ma che aspettava la consolazione d’Israele e che lo Spirito Santo era su di lui. A differenza di Anna che viveva nel tempio da quando era rimasta vedova, quando lo Spirito lo “muove” a recarsi al tempio, lui è dentro la quotidianità della propria vita, come ognuno di noi. È però anche un uomo abitato dallo Spirito Santo: per tre volte si parla dell’azione dello Spirito di lui: “Lo spirito Santo era su di lui” (Lc 2,25); “Lo Spirito Santo gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte prima di aver visto il Messia” (Lc 2,26); “Mosso dunque dallo Spirito si recò al Tempio” (Lc 2,27). Simeone è un uomo che ha approfondito la Scrittura (cita il profeta Isaia nel suo cantico) si è lasciato riempire dallo Spirito Santo, ed è diventato un profeta. Simeone il profeta, il vivente, il ripieno di Spirito come Maria. È per questo che entrambi possono accogliere Dio nelle loro braccia e nel loro cuore. È lei che lo porge a Simeone e ad ognuno di noi perché possiamo accoglierlo anche noi come loro tra le nostre braccia.

    Simeone ha tenuto sempre viva la Speranza ed ha creduto; questo interroga anche me: “So credere davvero alle promesse che Dio ha fatto a me, credere che ciò in cui spero si realizzerà certamente?

    Il verbo principale usato da Simeone non è più al futuro, come facevano i profeti antichi, ma è al passato: “i miei occhi hanno visto la tua salvezza”. Mi chiedo: sono capace come lui di aprire i miei occhi sul progetto di Dio che si sta realizzando in me e nel mondo nonostante le mie debolezze?

    Non è facile che il vecchio che è in noi accolga il bambino, il nuovo… Il vecchio Simeone che abbraccia un bambino… rappresenta ciascuno di noi di fronte alla novità di Dio. Questa novità entrerà davvero nella nostra vita o piuttosto tenteremo di mettere insieme vecchio e nuovo cercando di lasciarci disturbare il meno possibile dalla presenza della novità di Dio?” (Martini C. M.)

    Buon Cammino… Fabrizio Zo

  • Notiziario settimanale SS. Siro e Materno 28 gennaio 2024

    Notiziario settimanale SS. Siro e Materno 28 gennaio 2024

    L’Eucaristia al centro della comunità

    DOMENICA 28 GENNAIO
    S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
    Giornata diocesana della famiglia
    Is 45,14-17; Eb 2,11-17; Lc 2,41,52
    Beato chi abita la tua casa, Signore
    Liturgia delle ore: IV settimana
    ✠ 8.30 Basilica
    ✠ 9.30 San Francesco
    ✠ 10.00 Basilica
    ✠ 10.30 Sacro Cuore
    ✠ 11.30 Basilica
    ✠ 18.30 Basilica
    LUNEDÌ 29 GENNAIO
    Per la remissione dei peccati
    Sir 24,30-34; Mc 5,24b-34
    Benedici il Signore, anima mia
    ✠ 7.30 Ad mentem offerentis
    ✠ 9.00
    ✠ 18.30 Maria e Attilio Spinelli, Rina Bragion e Giuseppe Tonin
    MARTEDÌ 30 GENNAIO
    Per la pace
    Sir 36,1-19; Mc 6,1-6a
    Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera
    ✠ 7.30
    ✠ 9.00 Carmela e Giuseppe Laudani
    ✠ 18.30 Claudio Merlini
    MERCOLEDÌ 31 GENNAIO
    S. Giovanni Bosco, sacerdote
    Sir 40,1-8a; Mc 6,30-34
    Quanto è mirabile, Signore, il tuo nome su tutta la terra!
    ✠ 7.30 Antonio Lanzani
    ✠ 9.00 Felicita Lancelotti
    ✠ 18.30 Giovanni Nava
    GIOVEDÌ 1 FEBBRAIO
    B. Andrea Carlo Ferrari, vescovo
    Sir 26,1-16; Mc 6,33-44
    Benedetta la casa che teme il Signore
    ✠ 7.30 Giuseppe Tocci
    ✠ 9.00
    ✠ 18.30 Vittorio Nava e Maria Onetti
    VENERDÌ 2 FEBBRAIO
    Presentazione del Signore – Giornata mondiale della vita consacrata
    Ml 3,1-4a; Rm 15,8-12; Lc 2,22-40
    Entri il Signore nel suo tempio santo
    ✠ 7.30 Rinaldo Giambelli, Maria Luisa Colombo e famiglia
    ✠ 9.00
    ✠ 18.30
    SABATO3 FEBBRAIO
    S. Biagio, vescovo e martire
    Es 25,1-9; Eb 7,28-8,2; Gv 14,6-14
    Tu sei l’Altissimo su tutta la terra
    ✠ 9.00 Fortunato
    ✠ 18.00 Rosario
    ✠ 18.30 Basilica – Maria e Pasquale Salvò
    Letture della domenica: Os 6,1-6; Gal 2,19-3,7; Lc 7,36-50

    SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE IN BASILICA:

    Giorni feriali: 8.30-9.00 e 17.00-18.15; sabato ore 16.00-18.15

    DOMENICA 28 GENNAIO

    • Festa della Famiglia nelle singole parrocchie

    MARTEDI 30 GENNAIO

    • 10.00 S. Giovanni Battista – incontro Diaconia
    • 21.00 Presso “IL CENTRO” sala Castelli – percorso di fede in preparazione al Matrimonio Sacramento
    • 21.00 Casa parrocchiale Basilica – Commissione Affari Economici della Comunità Pastorale

    MERCOLEDI 31 GENNAIO

    GIOVEDI 1 FEBBRAIO

    • 21.00 Presso “IL CENTRO” sala Castelli – percorso di fede in preparazione al Matrimonio Sacramento
    • 21.00 Oratorio BVI – consiglio degli oratori della Comunità Pastorale

    VENERDI 2 FEBBRAIO

    • 18.30 in Basilica S. Messa con i consacrati e le consacrate presenti in città nella giornata mondiale della vita consacrata

    SABATO 3 FEBBRAIO

    • 16.30 in Basilica adorazione Eucaristica personale

    DOMENICA 4 FEBBRAIO

    • Nella giornata nazionale per la vita il Centro Aiuto alla Vita promuove “una primula a sostegno della vita”2
    • 15.30 con partenza in piazza S. Giovanni Paolo II e arrivo in piazza della Conciliazione, Marcia della pace

    GRAZIE PER LA GENEROSITÀ

    • Offerte raccolte in parrocchia nell’ ultima settimana: 2.563,00
    • Grazie a chi sostiene la vita della comunità tramite altre offerte o bonifici, o in occasione di SS. Messe, battesimi, matrimoni, funerali..

    LA COMUNITÀ PREGA PER

    • I defunti della settimana: Erminia Riva, Iride Gelosa Rozzoni, Luciano Marchesini
  • Il pensiero della settimana – III domenica dopo l’Epifania

    Il pensiero della settimana – III domenica dopo l’Epifania

    Con questa domenica si conclude “l’Epifania del Signore“: la sua manifestazione oggi ci fa vedere, con la moltiplicazione dei pani, Gesù che ha “compassione“ per le folle che lo seguono. Compassione è il termine usato nel Primo Testamento per esprimere l’amore senza limiti di Dio per l’umanità.

    Nella prima lettura Dio si mostra attento al suo popolo “che ha pianto alle orecchie del Signore“ ed interviene sfamandolo. Un amore che non viene meno nonostante l’ingratitudine del popolo che dichiara “stavamo così bene in Egitto”.

    Nel Vangelo Gesù ha “compassione” perché sente che la gente ha bisogno di una parola di salvezza, di un’attenzione ai suoi malati.

    Gesù ci fa capire che questi doni materiali sono un segno dei doni spirituali che vuole farci. Il pane che sfama la gente che lo ascolta è anticipo del Pane che Gesù donerà nell’Ultima Cena. Gesù vuole collaborazione di tutti sia riguardo al pane materiale che riguardo alla Parola. Certo non basta donare, c’è uno stile che Gesù vuole dai suoi discepoli.

    Il cristiano, come Gesù, deve amare con “compassione“ che significa “patire con“, condividere le sofferenze. Il dono all’altro deve essere fatto liberamente e con la gioia di poter essere utili gli uni agli altri.

    Nella S. Messa Gesù ci ama “con passione” donandoci la sua Parola, facendosi Cibo per noi, chiedendoci di condividere il nostro amore con gli altri, in particolare con i poveri: sia così per ciascuno di noi. don Alberto

    don Alberto