Autore: basilica
Un’opportunità per la città
Ogni città e ogni paese ha le sue caratteristiche e tradizioni.
Nella nostra città non si può dimenticare un aspetto che potrebbe sembrare solo folcloristico ma che, in realtà, dice molto di più: le campane della Basilica. Sicuramente molti, anche tramite youTube, hanno avuto la possibilità di sentire il suono delle nostre campane. Personalmente sono rimasto favorevolmente colpito quando ho saputo che c’è un gruppo, e tra questi non pochi giovani, che in alcune occasioni dell’anno tornano a dare voce al loro suono armonioso con la forza dei muscoli ma, ancor più, con l’arte che chiede la realizzazione di un vero e proprio concerto.
Viene spontaneo chiedersi quale messaggio offre un concerto campanario.
Ho trovato, e le propongo all’attenzione di tutti, almeno queste caratteristiche:
- un concerto campanario, per essere ben realizzato, richiede anzitutto una buona intesa tra i campanari, perché solo così sa parlare con l’armonia dei suoni
- perché ci sia armonia nei suoni è fondamentale che ci sia una buona sincronia tra chi realizza il concerto
- non tutti muovono le stesse campane, ma ogni campana è necessaria per dare voce alla festa e rendere piacevole il concerto.
Di conseguenza, è necessaria la complementarietà tra gli attori. Questo significa che non tutti producono lo stesso suono, ma ogni suono è necessario alla riuscita del concerto.
Senza pretesa di completezza, le campane della nostra Basilica e delle Chiese della nostra città non vogliono “dare disturbo”, ma suggerire che c’è un modo di vivere dove il contributo specifico di ciascuno è indispensabile per il bene di tutti.
don Mauro
Il pensiero della settimana – III dopo il martirio di S. Giovanni
Il pensiero della settimana – III dopo il martirio di S. Giovanni
Nel Vangelo di questa domenica, Gesù domanda “chi sono io per voi”, indicando le condizioni per seguirlo: “chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce, ogni giorno, e mi segua”.
Innanzitutto la domanda “Ma voi chi dite che io sia?“
È più facile rispondere al “chi sono io per la gente?”: Per sapere che cosa pensa la gente di Gesù, si fa un bel sondaggio di opinioni, si fanno statistiche…
Ma è difficile porsi la domanda “chi è Gesù per me?“
Proviamo a immaginarci questa domanda rivolta a ciascuno di noi. Chi è Gesù nella vita del cristiano? Difficile rispondere, è come chiedere a un bambino chi è la sua mamma: saprà dire il nome, ma non chi è e che cosa rappresenta… Perché per lui è tutto.
Così è Gesù per il cristiano. Se qualcuno vuole andare dietro a lui, deve rinnegare se stesso e prendere la propria croce, ogni giorno.
Se camminiamo dietro a un Crocifisso, è inevitabile anche per noi portare la croce: quella che ci viene richiesta per essere coerente al Vangelo è quella che, come Gesù, si accetta perché rientra in un disegno d’amore del Padre in cui la croce diviene strumento di salvezza.
La croce più grande è quella di rinnegare noi stessi, mettere da parte i nostri progetti per assumere quelli di Gesù, con la certezza che la fine del cammino non è la croce o il sepolcro, ma è la risurrezione, la vita nuova. Il cristiano non è un condannato a morte, ma un destinato alla vita senza fine.
don Alberto
La vita è una trasferta
La vita dell’uomo assomiglia ad una trasferta, breve e piena
(Andrea Siniavskij, scrittore sovietico imprigionato in un gulag)
di responsabilità. Non possiamo considerarci dimora fissa,
né caricarci di troppe coseUn prete lo sa bene: affezionarsi troppo a un luogo, a delle persone, a delle iniziative realizzate può costare tanto in termini affettivi.
Ma spesso in un prete c’è anche l’attrazione di voler cominciare qualcosa di nuovo, di accettare le nuove sfide, di sondare terreni sconosciuti.
Crediamo che don Gianni si tufferà volentieri in questa impresa.
Alcune sue qualità ci hanno regalato occasioni di crescita umana e cristiana:
- si è rivelato un vero alleato delle associazioni laicali (pensiamo all’AC, ma anche ad altre realtà), favorendo la partecipazione e la realizzazione di quanto veniva proposto. Crede davvero in una chiesa “sinodale”, dove ognuno può contribuire a dare un volto più vivo alla comunità;
- ha trasmesso una passione per il mondo – frutto della sua amata esperienza all’Ufficio Missionario – non ingenua (lo straniero non è di per sé buono e bello) ma capace di cogliere le diversità come motivo per allargare mente e cuore, per farsi istruire da un mondo che è sempre più grande di come possiamo pensarlo;
- i suoi articoli settimanali sul bollettino, stuzzicanti e mai banali, hanno rivelato uno sfondo culturale solido e tuttavia accessibile a tutti;
- non si è fatto spaventare dalle grandi imprese: riuscire a mettere in conto di rifare la cupola della basilica può avergli regalato qualche notte insonne … ma si è buttato!
- …e, last but not least, ha saputo essere uomo di compagnia, appassionato nelle discussioni, gioioso nel raccontare e nel raccontarsi.
- Gli auguriamo -laddove andrà- di essere come il vino che lui apprezza: rosso o bianco, non importa, ma rigorosamente frizzante!
Giovanna Riboldi e l’équipe cittadina di AC
Giovedì 21 settembre alle ore 21 in Basilica San Nicolò a Lecco verrà celebrata la Messa di benvenuto al nuovo vicario episcopale della Zona Pastorale III, Mons. Gianni Cesena
La nostra Comunità pastorale ha organizzato un pullman che partirà da Desio alle ore 19,30. Informazioni e iscrizioni presso la segreteria della basilica entro martedì 19 (costo 10 €)Campane in festa
CAMPANE
DELLA BASILICADOMENICA 17 SETTEMBRE
BASILICA SS. SIRO E MATERNO- Ore 9,30 – Concerto d’apertura del 180° e mostra a cura del Circolo Fotografico Desiano
alla base del campanile; visite alla torre campanaria. - Ore 11,30 – S. Messa con i campanari ospiti; al termine concerto per l’angelus.
- Ore 15,30 – Concerto in piazza e sul campanile della “Campana Bela”; proseguimento delle visite alla mostra e alla torre campanaria fino alle ore 17,30.
- Ore 18,00 Concerto delle campane della basilica.
- Ore 9,30 – Concerto d’apertura del 180° e mostra a cura del Circolo Fotografico Desiano
Emergeanza terremoto Marocco
Caritas Ambrosiana, lancia una raccolta fondi per aiutare le popolazioni del Marocco duramente colpite dal terremoto. Il ricavato sarà destinato a finanziare interventi d’urgenza nel breve periodo, poi di riabilitazione e ricostruzione nel medio e lungo periodo.
Come donare
CON BONIFICO C/C presso il Banco BPM Milano, intestato a
Caritas Ambrosiana Onlus – IBAN: IT82Q0503401647000000064700
CAUSALE OFFERTA: Terremoto Marocco 2023
Tutte le offerte sono deducibili fiscalmenteGuerra, pace, speranza
Da alcuni anni a questa parte sembra tornata, anche se a volte espressa con parole diverse, una scelta che sembrava tramontata dopo il crollo del muro di Berlino: costruire guerre.
Con la decisione di fare guerra è accresciuto il mercato delle armi e diventa sempre più difficile comprendere gli interessi parziali e globali in gioco.
Non è mio intento fare analisi ed esprimere considerazioni difficili da motivare e, ancor prima, da conoscere. Certamente ogni guerra vede aggrediti e aggressori ma, da ogni parte, per tutti i popoli coinvolti in azioni belliche, c’è sofferenza, morte, violenza e aumento dell’odio.
Accanto a questa realtà, sembra crescere una ulteriore forma di esasperazione ed è quella mediatica.
I fatti si raccontano parzialmente e, a volte, incalzando su particolari in sé orribili, ma portati nelle nostre case come fatti inevitabili, aggiungendo conflitto a conflitto e, a volte, odio ad odio. Non stupisce allora la scelta di Papa Francesco che, direttamente o attraverso suoi rappresentanti, sta cercando di compiere un’opera tanto necessaria quanto disattesa e, cioè, far parlare le parti in causa. Parti in causa che sono ben più ampie di chi ha aggredito e di chi è stato aggredito.La questione è di riportare speranza. Infatti, come afferma il cardinale Matteo Zuppi: “Il problema è che le speranze si sono privatizzate e sono diventate passioni tristi, cioè passioni che ci deprimono e che anestetizzano il desiderio di gioia. E se le speranze si spengono, la paura si accende”.
Tocca anche a noi Cristiani di oggi tenere accesa la speranza della pace.
don Mauro
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