Autore: basilica

  • GMG Lisbona 2023, un viaggio lungo, uno sforzo prezioso

    GMG Lisbona 2023, un viaggio lungo, uno sforzo prezioso

    Dal 31 luglio al 10 agosto 35 ragazzi della nostra Comunità hanno partecipato alla GMG di Lisbona. Riportiamo una breve testimonianza di uno di loro.

    Come incominciare il racconto di un’esperienza vissuta in “terra straniera”? Ovviamente, raccontando il viaggio per raggiungerla. Arrivare a Lisbona è stato faticoso: un viaggio lungo, 2300 km in pullman, con una breve tappa nella città di Lourdes, dove, per l’ultima volta, abbiamo dormito in un vero e proprio
    letto. Sì, l’ultimo letto, prima di passare otto giorni dormendo in un sacco a pelo dentro una piscina a Lisbona o in una palestra di un oratorio a Porto insieme ad altri centinaia di ragazzi.

    Parteciperei a un’altra GMG? Nonostante le premesse non troppo positive, la risposta è alquanto scontata, non posso che dire “sì”. Perché la fatica del viaggio, la fatica dello stare lontani da casa ed essere senza il proprio letto è niente in confronto all’esperienza che si vive in queste giornate. Stimolanti sono i momenti di riflessione e catechesi proposti con temi ricchi e interessanti, tra cui l’ecologia integrale, l’amicizia sociale e la misericordia. Di certo non manca l’aspetto spirituale con la Via Crucis, la Veglia con il Santo Padre e la Santa Messa, vissute insieme ad altre centinaia di migliaia di giovani da tutto il mondo. Grande è la gioia che si respira nell’aria, nell’incontrare gli altri ragazzi di altre nazionalità,
    e nello scambio in ogni strada di battute, oggetti, esperienze…

    Cosa porto a casa?
    Innanzitutto ritorno ritemprato: nella vita a volte bisogna fermarsi, staccarsi dalla propria routine e trovare il tempo per pensare e dare un senso a quanto si sta vivendo. Porto a casa una bella esperienza di Fede, di fraternità, di gioia. Quest’ultima, la gioia, è stata anche il tema centrale delle parole della veglia del Papa, insieme alla parola simbolo di questa GMG, “levàntate”, “alzati”, un invito a brillare, ascoltare e non temere.

    In GMG abbiamo potuto sperimentare direttamente le sue parole, ci siamo “alzati”, siamo andati a Lisbona, abbiamo donato e soprattutto ricevuto la gioia incontrando altri giovani per le strade e
    le vie della città.

    Nel bagaglio di questa esperienza porto a casa anche una domanda: come possiamo nel nostro quotidiano, nella nostra Comunità, con chi incontriamo, vivere la stessa gioia e fraternità che abbiamo
    vissuto a Lisbona?

    Alessio Malberti

  • 90 ANNI DI SAN ROCCO

    90 ANNI DI SAN ROCCO

    In occasione della festa del patrono, San Giovanni Battista è in festa, alla S. Messa del 3 settembre
    hanno concelebrato il nuovo vicario, don Marco Villa e il neoarrivato prevosto, don Mauro Barlassina.

    Il novantesimo anniversario della celebrazione di San Rocco è stato un notevole traguardo, raggiunto negli anni dai volontari che si sono succeduti nel tempo. Durante la Messa dedicato a San Rocco, tenutasi domenica 3, il nuovo vicario di S. Giovanni, don Marco Villa, ha sottolineato l’importanza di
    questa lunga tradizione, sottolineando l’obiettivo di raggiungere il centenario.

    A partire da settembre, don Marco Villa ha preso il posto di don Flavio Speroni, che è stato
    trasferito a Cantù. Don Marco, 58 anni, ha lasciato la Comunità pastorale Santa Maria Maddalena, che comprende i Comuni di Bellusco, Cavenago, Ornago e Mezzago, dopo tredici anni di servizio.

    La festa di San Rocco a San Giovanni Battista è diventata una tradizione tramandata da generazione in generazione. La sua celebrazione ha inizio nel 1933, originariamente nella Cascina Bolagnos e successivamente con spettacolari fuochi d’artificio prima di diventare un evento organizzato nell’oratorio. Solo due interruzioni hanno segnato la sua storia: la prima è avvenuta dal 1976 al 1986, durante il disastro della diossina a Seveso, e la seconda a causa della pandemia di Covid-19.

    Guido Crespi, storico volontario e sacrista della chiesa di San Giovanni Battista, ha condiviso che la festa coinvolge una cinquantina di volontari che si occupano della cucina, del servizio ai tavoli e del bar, nonché dei cuochi che preparano i piatti. Quest’anno la festa è stata estesa a quattro giorni per permettere ai partecipanti di riunirsi, condividere momenti di gioia e solidarietà tra di loro, mantenendo
    vivo lo spirito di questa celebrazione tradizionale. Crespi ha espresso grande soddisfazione per il successo dell’evento.

    Inoltre, lunedì sono stati organizzati i rinomati fuochi d’artificio, e il sabato c’è stato il Contest musicale Sr Music che ha visto partecipi tanti giovani.

    Eleonora Murero

  • IL SANTISSIMO NOME DI MARIA

    IL SANTISSIMO NOME DI MARIA

    IL SANTISSIMO NOME DI MARIA
    Invocato come protettrice dai cristiani

    Il 12 settembre è la festa del nome di Maria, Madre di Gesù.

    La tradizione ci indica il motivo per cui festeggiamo il nome di colei che permise l’incarnazione di nostro Signore. In origine, nel XVI secolo la data della festa era il 15 settembre, otto giorni dopo la data della nascita. Questo a rendere evidente come la vita di Maria e di suo figlio Gesù siano direttamente collegate e unite nel cammino della salvezza. Come per Gesù nel vangelo viene detto : “Quando furono compiuti gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu posto nome Gesù” (Lc 2,21) secondo il rito ebraico. Anche noi oggi, nel rito Romano, il primo Gennaio (otto giorni dopo la nascita) da 2000 anni, celebriamo il santissimo nome di Gesù. Così anche per sua Madre viene festeggiato allo stesso modo il nome con cui viene presentata a Dio. Nella corso della storia della Chiesa per diversi motivi verrà poi spostata la data della festa liturgica, fino ad essere nuovamente fissata definitivamente da Giovanni Paolo II, il 12 Settembre come era stata fissata nel 1683, dopo che nella battaglia di Vienna l’esercito
    cristiano alla guida del re di Polonia Giovanni III Sobieski, ponendo su tutti i propri stendardi l’immagine di Maria, pur essendo grandemente inferiore come numero rispetto all’esercito turco, lo sconfisse mettendolo in ritirata. Fu allora che Papa Innocenzo XI fissò per la prima volta in quel giorno la data della festa del nome di Maria (Myriam in lingua ebraica), invocata a protezione del popolo cristiano. È un nome
    che nella storia della salvezza del popolo di Dio è dato alle donne importanti. Già in Egitto questo nome era della sorella di Aronne e Mosè. È lei che veglia sul piccolo Mosè lasciato nelle acque del Nilo perché possa essere salvato dalla figlia del faraone e portare poi in salvo il popolo d’Israele. Così Maria
    santissima, allo stesso modo ancora oggi permette che Gesù, suo figlio possa portare tutto il nuovo popolo di Dio alla salvezza. Essa veglia su di lui, e lo affida al nostro cuore perché possa
    crescervi e condurre ognuno di noi verso quella terra promessa che è l’Amore del Padre per ogni suo figlio.

    Buon cammino
    Fabrizio Zo

  • QUATTRO GIORNI COMUNITÀ EDUCANTE

    QUATTRO GIORNI COMUNITÀ EDUCANTE

    La formazione diocesana dei catechisti

    I linguaggi biblico, simbolico-liturgico e dottrinale sono ciò che permette alla fede ecclesiale di avere una lingua comune. Allo stesso tempo vogliamo esplorare alcuni linguaggi della cultura in cui siamo immersi: il canto e la musica, le immagini dell’arte cristiana, il cinema e il teatro. Non rinunciamo però a riappropriarci del linguaggio liturgico tenendo viva una domanda ormai diffusa: come celebrare la Messa con i ragazzi e le loro famiglie?

    Programma

    • Mercoledì 13 settembre ore 15 e ore 21.00
      I Linguaggi della catechesi /1: canto e musica, videocorti e film (don Davide Brambilla, critico cinematografico).
    • Venerdì 15 settembre ore 15 e ore 21.00
      I Linguaggi della catechesi /2: arte e teatro (Nadia Righi, direttrice del Museo diocesano).
    • Mercoledì 20 settembre ore 15 e ore 21.00
      Celebrare la Messa coi ragazzi e le loro famiglie (don Marco Gallo, liturgista).
    • Venerdì 22 settembre ore 15 e ore 21.00
      Buone pratiche per celebrare con i ragazzi.

    Agli incontri si potrà partecipare in presenza o online previa iscrizione (costo 15€) sul sito www.centropastoraleambrosiano.it per ogni info.

  • 180 anni delle campane di Desio

    180 anni delle campane di Desio

    Il gruppo campanari, in occasioen dei 180 anni delle campane della Basilica di Desio, inivta tutti i suonatori di campane a celebrare quest’importante evento.

    Durante la giornata di domenica 17 settembre 2023 sarà possibile visitare la torre campanaria ed assistere ai concerti dei gruppi di campanari ospiti.

    • Ore 9:30 – Concerto d’apertura del 180° mostra a cura del Circolo Fotografico Desiano alla base del campanile; visite alla torre campanaria
    • Ore 11:30 – S. Messa con i campanari ospiti; al termine concerto per l’angelus.
    • Ore 15:30 – Concerto in Piazza e sul campanile della “Campana Bela”; proseguimento delle visite alla mostra e alla torre campanaria fino alle ore 17:30
    • Ore 18:00 Concerto delle campane della basilica.

    Grazie al gruppo Campanari Basilica di Desio

  • In cammino nella città

    In cammino nella città

    Il riferimento al camminare è sempre più frequente. A volte con buone ragioni, altre senza riferimenti precisi. Cammino a partire da dove, per andare verso quale meta, accompagnati da altri o in solitudine?

    Mentre pensavo a queste domande ho riletto il nome completo del nostro notiziario: Comunità in cammino.

    Nella completezza del titolo si coglie immediatamente che non si tratta di un cammino insensato ma compiuto insieme, come comunità di uomini e donne che vivono la città, alcuni di questi seguono come discepoli Gesù di Nazareth, il Dio con noi. E tra questi un certo numero vorrebbero praticare la fraternità
    e, pur consapevoli dei limiti, sono sostenuti dalla certezza che la Grazia di Dio continua ad agire.

    Uomini e donne che camminano insieme come discepoli e, proprio per questo, alla ricerca di un dialogo con tutti e con tutte le componenti della città. Introducendomi in punta di piedi nel cammino di questa città riconosco come scelta sapiente di imparare ad ascoltare, di favorire l’ascolto reciproco, di tessere relazioni buone capaci di stemperare i sempre più diffusi conflitti che rischiano di impedire quell’amicizia
    civica che genera futuro e costruisce città vivibili. Mi permetto di citare quanto papa Francesco diceva della nostra patrona S. Teresa perchè fa pensare tutti, credenti e pensanti: “è una delle Sante che più ci parla della grazia di Dio di come Dio si prende cura di noi, ci prende per mano e ci permette di scalare la montagna della vita se solo ci lasciamo trasportare da Lui”

    Con riconoscenza e in cammino come comunità.

    don Mauro

  • Grazie Barbara

    Grazie Barbara

    Un cammino lungo quasi 10 anni, un ringraziamento che non ha fine…

    Barbara Olivato, ausiliaria diocesana, da settembre 2023 sarà assegnata alla parrocchia della Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo. È stata a Desio per una decina d’anni, dedicandosi in
    particolar modo all’oratorio di S. Pio X e alla crescita della pastorale giovanile della nostra Comunità pastorale. Oggi, la ringraziamo per il lavoro svolto e la passione con cui si è dedicata ai giovani e non della comunità e le auguriamo un
    buon cammino.

    Era il settembre 2013 quando Barbara ha iniziato il suo cammino nella comunità di S. Pio X di Desio ed è a settembre 2023 che si è spostata definitivamente nella parrocchia della Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo. Sono passati quasi 10 anni da quando Barbara è stata assegnata alla comunità e tante cose sono cambiate e, non sempre sono state facili.

    La sua assegnazione principale è stata la parrocchia di S. Pio X, in cui ha seguito,anche mettendosi in gioco in prima persona, le attività dell’oratorio, con uno sguardo sia ai più piccoli, che verso gli adulti e non solo. Tanta passione, tanto impegno, non si è mai fermata di fronte alle diverse difficoltà del cammino della parrocchia, partendo dalla creazione della Comunità Pastorale, la sfida sconosciuta della pandemia e la ripartenza, la catechesi dei più giovani, le attività dell’oratorio, la pastorale quotidiana…
    Non solo S. Pio X, anche la Comunità pastorale ha beneficiato della sua grande passione, siamo transitati in questi anni da cinque parrocchie ad una comunità e ha giocato un ruolo fondamentale nell’equipe pastorale giovanile che si occupa delle attività dei ragazzi e dei più giovani, con particolare rilievo per le
    attività dei ragazzi delle medie.

    Se da un lato il cammino insieme a Barbara è giunto al termine, non termina la gratitudine che viene da tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscerla e di camminare insieme in questi anni.

    Allo stesso tempo la comunità le fa gli auguri per il nuovo incarico.

    Grazie Barbara!
    Alessio Malberti

  • Che scorrano la Giustizia e la Pace

    Che scorrano la Giustizia e la Pace

    Dal messaggio di sua santità papa Francesco per la giornata mondiale di preghiera per la cura del creato

    …In questo Tempo del Creato, ascoltiamo l’appello a stare a fianco delle vittime dell’ingiustizia ambientale e climatica, e a porre fine a questa insensata guerra al creato.

    Vediamo gli effetti di questa guerra in tanti fiumi che si stanno prosciugando. Il consumismo rapace, alimentato da cuori egoisti, sta stravolgendo il ciclo dell’acqua del pianeta. L’uso sfrenato di combustibili fossili e l’abbattimento delle foreste stanno creando un innalzamento delle temperature e provocando gravi siccità. Inoltre, industrie predatorie stanno esaurendo e inquinando le nostre fonti di acqua
    potabile con pratiche estreme come la fratturazione idraulica per l’estrazione di petrolio e gas e l’allevamento intensivo di animali.

    Come possiamo contribuire al fiume potente della giustizia e della pace in questo Tempo del Creato? Cosa possiamo fare noi, soprattutto come Chiese cristiane, per risanare la nostra casa comune in modo che torni a pullulare di vita? Dobbiamo decidere di trasformare i nostri cuori, i nostri stili di vita e le politiche pubbliche che governano le nostre società. Per prima cosa dobbiamo trasformare i nostri cuori. È essenziale se si vuole iniziare qualsiasi altra trasformazione. È la “conversione ecologica” che San Giovanni Paolo II ci ha esortato a compiere: il rinnovamento del nostro rapporto con il creato, affinché non lo
    consideriamo più come oggetto da sfruttare, ma al contrario lo custodiamo come dono sacro del Creatore.

    In secondo luogo è necessario trasformare i nostri stili di vita. Partendo dalla grata ammirazione del Creatore e del creato, pentiamoci dei nostri “peccati ecologici” che danneggiano il mondo naturale e anche i nostri fratelli e le nostre sorelle.

    Adottiamo stili di vita con meno sprechi e meno consumi inutili, soprattutto laddove i processi di
    produzione sono tossici e insostenibili. Cerchiamo di essere il più possibile attenti alle nostre abitudini e scelte facendo un uso il più moderato possibile delle risorse, praticando una gioiosa sobrietà, riciclando i rifiuti e scegliendo prodotti e servizi ecologicamente responsabili.

    In questo Tempo del Creato viviamo, lavoriamo e preghiamo perché la nostra casa comune abbondi nuovamente di vita.

    Vito Bellofatto