Categoria: News

  • Al «Kaire delle 20.32» una preghiera per la pace

    Al «Kaire delle 20.32» una preghiera per la pace

    Dal 13 novembre al 23 dicembre torna l’appuntamento serale con l’Arcivescovo presso alcune famiglie e in alcuni luoghi significativi (come la cappella di un ospedale e di un istituto penitenziario) in collegamento con Chiesadimilano.it, YouTube, i social diocesani, Radio Marconi e, alle 23.30, Telenova

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    Torna anche per l’Avvento 2022 il «Kaire delle 20.32», momento quotidiano di preghiera proposto dall’Arcivescovo. Nell’anno in cui monsignor Delpini ha scelto di focalizzare la Proposta pastorale sulla preghiera, l’iniziativa – avviata nel 2020 in piena pandemia e da allora ripetuta in ogni tempo di Avvento e Quaresima – assume significati ulteriori. Gli interventi daranno inoltre un’attenzione particolare al tema della pace: ogni sera ci sarà un riferimento specifico a un luogo – in Italia o nel mondo – dove sussistono situazioni di violenza. Inoltre l’Arcivescovo proporrà in ogni appuntamento un’intenzione di preghiera per le vocazioni.

    «Abbiamo bisogno di pregare, di imparare a pregare, di insegnare a pregare – scrive l’Arcivescovo nella Proposta pastorale Kyrie, Alleluia, Amen -, perché la grazia di Dio operi e sia anima della missione, della carità, dell’impegno a vivere nel mondo, per il mondo, senza diventare sale insipido, presenza insignificante. Abbiamo bisogno di pregare per attingere ogni giorno, insieme e personalmente, a un principio di pace e di fortezza».

    Ci sarà poi un’Ave Maria con un’intenzione particolare per le vocazioni.

    Le meditazioni saranno realizzate presso alcune famiglie e in alcuni altri luoghi significativi della Diocesi (per esempio la cappella di un luogo di cura e quella di un istituto penitenziario). Verranno trasmesse alle 20.32 di ogni sera, dal 13 novembre al 23 dicembre, sul portale www.chiesadimilano.it, sui canali YouTube, Facebook e Instagram della Diocesi, su Radio Marconi e – alle 23.30 – su Telenova (canale 18 del digitale terrestre).

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  • Avvento di carità 2022

    Avvento di carità 2022

    Anche quest’anno la nostra città ha scelto di pensare ad alcuni gesti concreti di aiuto e devolvere le offerte raccolte nel tempo di Avvento per alcuni progetti che, seppure non risolveranno del tutto problemi o difficoltà, costituiranno un aiuto e un piccolo segno di vicinanza.

    La Basilica e la parrocchia di San Giorgio sosterranno il progetto promosso da Caritas Ambrosiana a favore del Niger. Il progetto ha lo scopo di creare due pozzi d’acqua con l’installazione di pompe idrauliche muniti di recinti per preservare il luogo. Le famiglie locali potranno così usufruire di acqua potabile grazie al materiale per la raccolta che sarà loro distribuito gratuitamente.

    San Giovanni Battista sosterrà il progetto per il Nepal che mira a garantire l’accesso all’istruzione di qualità a bambini e adolescenti del luogo. In particolare, si provvederà attraverso un accordo con il dipartimento dell’istruzione ad acquistare materiale per l’istruzione a distanza nonché a formare i docenti nell’ambito della psicologia e della pedagogia.

    La parrocchia SS. Pietro e Paolo sosterrà la Comunità Cenacolo di Cascina Litta (Varese), una comunità di ragazzi, femminile e maschile, per il recupero dalla tossicodipendenza. Un ambiente che cerca di essere luogo di accoglienza, di amore e di servizio alla vita per tutti coloro che vogliono risorgere dalle tenebre alla luce attraverso uno stile di vita comunitaria semplice e autogestito.

    La parrocchia San Pio X sostiene la missione di fratel Enrico Meregalli del Pontificio Istituto Missioni Estere, missionario in India, che attualmente gestisce laboratori di falegnameria per dare lavoro ai giovani.

    Con il nostro sostegno non si pretende di risolvere problemi a volte complessi, ma dare un segno di attenzione verso fratelli e sorelle in difficoltà a cui molto spesso mancano elementi fondamentali per un vivere civile e sereno.

  • Caritas e carità

    Caritas e carità

    Non c’è dubbio che Caritas oggi sia un marchio importante o, come si
    dice, un brand decisivo per la chiesa.

    Caritas opera a tutti i livelli – internazionale, nazionale, diocesano e parrocchiale – e copre tutte le aree che toccano il mondo della povertà: lavoro, casa, alimentazione, stranieri, carcere, salute mentale, disabilità, persone senza fissa dimora, dipendenze da alcool e stupefacenti, educazione alla pace. Con la rete dei Centri di Ascolto è in grado di elaborare una visione completa della diffusione della povertà e dei concreti bisogni presenti in un territorio.

    E, infatti, annualmente Caritas Italiana, e anche Caritas Ambrosiana, offrono documentatissimi rapporti sulle situazioni di povertà, con dati statistici che non possono essere ignorati né dalla politica, né dai mezzi di informazione.

    Accanto ai volontari operano persone con approfondite competenze che sanno
    affrontare correttamente i casi più diversi e supportare anche le parrocchie di periferia nella ricerca di soluzioni adatte a chi è nel bisogno. Un grande lavoro con enormi risultati positivi.

    L’obiettivo che ancora fatica a essere raggiunto, difficile da organizzare e programmare, è ciò che stava a cuore all’ispiratore di Caritas, san Paolo VI: fare di questo organismo ecclesiale il motore per lo stile di vita di ogni cristiano, che nel dono di carità al prossimo – dono di tempo, di ascolto, di compagnia, talvolta anche di denaro – trovi l’espressione più vera della propria fede.

    don Gianni

  • Il futuro “missionario” del nostro Decanato

    Riportiamo in sintesi la relazione sulla Assemblea Sinodale Decanale che è stata oggetto dell’ultimo incontro del Consiglio Pastorale Cittadino

    “Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale”; così papa Francesco (EG 27) rivolgendosi a tutta la Chiesa.

    E quindi anche alla diocesi di Milano.

    In effetti i nostri Decanati, come pensati nel Sinodo milanese del 1993, mostrano tutta la loro età; la funzione principale fin qui svolta è stata di favorire “la comunione fra le comunità parrocchiali e le altre realtà ecclesiali presenti sul suo territorio”. In sostanza il compito principale era interno alla Chiesa, per armonizzare parrocchie e comunità.

    Ora lo stesso Arcivescovo ci ammonisce che “siamo chiamati a convertirci…a una missione più attenta al tempo che viviamo…in cui tutti i fratelli e le sorelle che abitano questa terra si sentano attesi, accolti, chiamati ad essere pietre vive”. Ecco quindi il perché di questa “conversione pastorale” del Decanato per una Chiesa in uscita.

    Cosa dovrà fare e come sarà?

    Il suo compito principale sarà di leggere il nostro territorio, riconoscendo le grandi risorse umane presenti, ma soprattutto individuando le criticità che richiedano uno sforzo pastorale in senso missionario da parte di tutta la chiesa locale. Si darà vita ad un’Assemblea Sinodale Decanale composta non solo da sacerdoti o religiosi, ma anche da laici che amano la Chiesa e che si mettono a servizio della sua missione. Con tavoli di lavoro attivati per affrontare i problemi individuati, si delineeranno alcune proposte di iniziativa pastorale da condividere con le Comunità Pastorali così da avviare una vera e propria “conversione missionaria”. Già una équipe preparatoria (il Gruppo Barnaba) ha individuato sei problemi che richiedono attenzione: invecchiamento della popolazione, progressiva secolarizzazione, pendolarismo urbano, individualismo e particolarismo, crescente rilievo della questione giovanile, preoccupazioni per il sistema educativo e dell’istruzione. I tempi? Si pensa che per la prossima primavera /inizio estate l’Assemblea Sinodale potrà insediarsi con la nomina arcivescovile.

    Il Decanato di Desio

    • 4 Comuni (Bovisio Masciago, Desio, Muggiò, Nova Milanese)
    • 105.449 abitanti (stima ISTAT 2021)
    • 14 Parrocchie (Bovisio 2, Desio 5, Muggiò 4, Nova Milanese 3)
    • 4 Comunità Pastorali (ognuna di ambito cittadino)
      • Beato Luigi Monti (Bovisio Masciago)
      • Santa Teresa di Gesù Bambino (Desio)
      • Madonna del Castagno (Muggiò)
      • San Grato (Nova Milanese)
    • Decano: mons. Gianni Cesena
  • Uomini “strani” che dicono sì a Dio

    Uomini “strani” che dicono sì a Dio

    Veglia missionaria e consegna della regola di vita dei 19enni

    Sabato 22, nel Duomo a Milano, si è tenuta la Veglia Missionaria e la Redditio Symboli.
    L’arcivescovo Mario ha voluto sottolineare che in un mondo che cambia, i cristiani, conosciuto Gesù, non possono rimanere indifferenti al suo messaggio.

    Durante la Veglia Missionaria, svolta nella sera del 22 ottobre, l’arcivescovo ha consegnato il mandato missionario, insieme ad un crocifisso, a coloro che stanno per intraprendere un viaggio in missione nel mondo. Sono stati poi accolti i missionari che, al contrario, verranno a svolgere servizio nella nostra diocesi provenienti da altre parti del mondo e gli è stata consegnata la lettera Pastorale.
    Durante la celebrazione si è svolta anche la consegna della Regola di Vita, ultima tappa del cammino 18/19enni. I ragazzi, provenienti da tutta la diocesi, tra cui 4 giovani della nostra Comunità Pastorale, hanno consegnato nelle mani dell’arcivescovo i loro propositi e regole per vivere la loro vita di fede.

    “Non vi sentite un po’ strani voi, che avete preso coraggio e scritto la vostra regola di vita?”, così esordisce l’arcivescovo nell’omelia rivolgendosi prima ai ragazzi che consegnano la regola di vita e poi, parimenti, verso i missionari “Non vi sentite un po’ strani voi, […] che ora partite per paesi stranieri, condizioni disagiate, lingue difficili?”. Allora perché lo si fa ancora così quando la società è cambiata? Perché “Abbiamo riconosciuto la presenza che trasfigura i nostri pensieri e la nostra vita, abbiamo incontrato Gesù e abbiamo accolto l’invito […]” e “Siamo incaricati di una Profezia, siamo missione” con lo scopo di fare “un mondo migliore”. Uno sguardo è andato anche verso la pace, ricordando che molti paesi sono straziati dalla guerra, dove diventa difficile o impossibile portare il Vangelo, realtà di cui non si può rimanere indifferenti.

    Alessio Malberti

  • “Un solo corpo e un solo spirito, un solo Dio e Padre di tutti”

    “Un solo corpo e un solo spirito, un solo Dio e Padre di tutti”

    Il Gruppo RnS Gesù misericordioso invita tutti a celebrare con gioia la grazia di avere Dio come nostro Padre, unendovi a noi nella celebrazione eucaristica del Primo Venerdì del mese di Novembre.

    Celebriamo l’amore grande del nostro Signore che infiammò il cuore di San Carlo Borromeo venerdì 4 novembre alle ore 21 nella Chiesa sussidiaria del Sacro Cuore in via Segantini.

    Che il Signore incendi il nostro cuore come ha fatto con san Carlo e ci renda testimoni del suo immenso amore per ciascuno di noi.

    Venite e vedete, Gesù è il Signore!

    Gruppo Rinnovamento nello Spirito

  • Celebrazioni comunitarie ai cimiteri

    Celebrazioni comunitarie ai cimiteri

    martedì 1 novembre 2022

    ore 8,30 S. Messa al Cimitero di via Rimembranze

    ore 15,00 S. Messa al Cimitero Nuovo

    mercoledì 2 novembre 2022

    ore 15,00 S. Messa al Cimitero di via Rimembranze

    ore 15,00 S. Messa al Cimitero Nuovo

  • IN CAMMINO VERSO LA S. CRESIMA

    IN CAMMINO VERSO LA S. CRESIMA

    In queste settimane nelle chiese della nostra comunità si stanno svolgendo le
    S. Cresime a conclusione del cammino di iniziazione cristiana.

    La mia prima esperienza da catechista inizia letteralmente “col botto”.

    Dopo anni di Azione Cattolica e gruppi giovanissimi, in cui ho avuto a che fare prevalentemente con gli adolescenti, sono stata catapultata nel mondo del catechismo da suor Graziana, che ha accolto la mia timida proposta di dare una mano in parrocchia. E non sono entrata in un gruppo qualsiasi: la mia prima esperienza di catechista inizia proprio col gruppo del quarto anno di iniziazione cristiana, durante la quale ho affiancato un’altra catechista più esperta di me.

    Il gruppo di ragazzi che ho seguito durante quest’ultimo anno ha iniziato e condotto gran parte del cammino a distanza: la pandemia, si sa, ci ha costretti a relazionarci con gli altri attraverso lo schermo di un pc, e tra un microfono che non funziona e la linea internet che fa capricci, guidare questi ragazzi in questo cammino di discepolato non è stato, certo, una passeggiata. Ma i ragazzi hanno risorse che noi adulti non conosciamo o che, forse, abbiamo dimenticato di avere, e nonostante tutto non si è mai spento in loro l’entusiasmo di incontrare Dio e di crescere come figli nella fede.

    Qualche settimana fa abbiamo vissuto uno dei momenti topici della vita di un cristia- no: la Cresima! È stato un cammino intenso fatto di passi, incontri e nuove scoperte. Abbiamo iniziato il nostro percorso incontrando Nicodemo, un fariseo un po’ singolare che cerca Gesù di notte, a cui viene rivelato che per vivere pienamente la vita nella fede bisogna “rinascere” a vita nuova, e che tutto questo può avvenire solo per mezzo dello Spirito di Dio.

    Siamo saliti sul monte Sinai con Mosé e abbiamo ricevuto le tavole dei Dieci Comandamenti con cui Dio stabilisce un’alleanza con ciascuno di noi, mettendo per iscritto non solo sulla pietra, ma soprattutto nel nostro cuore leggi che parlano d’amore. E nella logica dell’amore incondizionato e senza riserve si inserisce l’incontro con un altro personaggio del Vangelo, quello del buon samaritano, attraverso cui Gesù ci apre una nuova strada: solo amando noi stessi e gli altri possiamo entrare in comu- nione profonda con Dio; ed è proprio questa comunione profonda, che di rimando, permette di farci prossimi con gli altri! Non può esserci amore vero se non si appartiene a qualcuno. “Io sono la vite, voi siete i tralci: chi rimane nel mio amore vivrà in eterno”. Queste parole di Gesù riportate nel Vangelo di Giovanni sono state tra le più toccanti di tutti i brani letti durante gli incontri. Noi non siamo isole, non siamo girovaghi senza méta, ma siamo i protago- nisti di un disegno che Dio ha pensato per noi ancor prima che nascessimo.

    È un Dio accogliente, padre e madre allo stesso tempo, che si prende cura di noi con premura e che ci riempie continuamente di regali. Lo Spirito Santo che i nostri ragazzi hanno ricevuto la settimana scorsa è uno di questi regali: un sigillo segnato sulla fronte che trasforma chi lo ricevere, per cui la nostra povertà e piccolezza diventano sovrabbondanza di amore e di gioia: “la gioia di chi sa di essere amato e di chi vuol fare della sua vita un progetto d’amore”.

    Eugenia Vasile

  • In missione

    In missione

    In missione per condividere la nostra vita con
    i meno fortunati della Terra

    Giorgio e Cristina, una coppia della Diocesi di Treviso, dopo una esperienza di missione in Ecuador sono pronti a ripartire per il Brasile e qui ci raccontano perché hanno fatto questa scelta di vita.

    Succede, che una coppia, felicemente sposata, di circa quarant’anni, con un passato e un presente costruito nel proprio territorio, fatto di amicizie forti, di lavoro e di un luogo dove vivere con serenità, a un certo punto decida di andare a vedere una parte di mondo abitata principalmente da gente povera, per toccare e sentire un altro tipo di umanità.

    Perché questo bisogno, questa necessità? Ce lo siamo chiesti molte volte io e mia moglie. All’inizio pensavamo che fosse mera curiosità, non fosse altro per uscire fuori dagli schemi, ma con il passare del tempo ci siamo resi conto che c’era qualcosa di più profondo, qualcosa di più intrinseco che era nato dentro di noi senza che noi stessi ce ne fossimo resi conto.

    A posteriori, analizzando la vita antecedente alla missione, ne abbiamo dedotto che la nostra traiettoria ci aveva portato ad un bivio e stava a noi riconoscere la strada futura da intraprendere. Per noi era quella di condividere la nostra vita con le persone meno fortunate che vivono sul nostro stesso pianeta.

    Una volta che siamo riusciti a liberarci da tutte le incombenze oggettive che ci legavano al nostro territorio, siamo partiti, con leggerezza, come se fosse la cosa più naturale del mondo. E così è stato dal primo giorno in cui siamo arrivati in Ecuador, nell’aprile del 2016, fino a oggi.

    Ora siamo a Verona, partecipiamo al corso per partenti organizzato dal CUM (Centro Unitario per
    la formazione Missionaria). La nostra esperienza ecuadoriana è terminata il 12 luglio di quest’anno, ma già si avvicina una nuova partenza. Sarà in Brasile, nella zona amazzonica al confine con il Venezuela.

    Qui a Verona si parla spesso di missione, di invio, ma noi preferiamo un atteggiamento diverso, che si avvicina più ad una esperienza di vita, che sia di crescita per noi e per le persone che conosceremo, con cui potremo condividere le cose più belle della nostra cultura e assorbire da loro quanto di più genuino del loro stile di vita.

    Una vita, un quotidiano fatto anche di molte sofferenze. Violenza sui minori e sulle donne, uccisioni di persone dove il valore della vita è quasi nullo, disoccupazione, analfabetismo, scarse possibilità di accesso alle cure mediche di base, sopraffazione degli indigeni della selva e distruzione dell’ambiente in cui vivono, sono solo alcune delle situazioni in cui dovremo vivere.

    Ma perché non dare una possibilità, un’opportunità a queste persone relegate ai margini del mondo? Fosse solo per una di queste persone, si tratta sempre di un essere umano, la cui vita è il bene più prezioso e il cui valore, soprattutto in quei luoghi, sta perdendo sempre più il suo significato.

    Dare valore e un senso alla vita di ciascuno di noi, dare un senso al passato, presente e futuro, far sì che gli sforzi per il progresso umano dell’individuo non siano stati inutili. Dare forza a quello
    spirito di giustizia e uguaglianza fra le persone della terra, che è l’unica condizione per il raggiungimento di “fratelli tutti”.

    L’utopia ha sempre albergato nell’animo dell’uomo, ma la storia ha dimostrato che quello che era utopia ieri, domani potrà diventare realtà. Certo quel domani a cui ci riferiamo sembra lontanissimo, ma non dobbiamo sottovalutarci, dobbiamo credere. Noi crediamo nell’uomo come incarnazione dell’essere divino, qualsiasi cosa questo possa significare. Noi non abbiamo mai approfondito né il Vangelo né la Bibbia, qualche volta ne abbiamo sentito qualche passaggio ma nella nostra piccola esperienza abbiamo collaborato spesso con sacerdoti e suore che cercano di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù. Vivendo accanto a loro ci siamo resi conto che quegli insegnamenti fanno parte della nostra natura, è come se lo spirito divino fosse entrato in noi (qualcuno ce l’ha detto). Non sappiamo in realtà come stanno le cose, può anche essere che sia così, ma crediamo che questo sia solo un dettaglio. Per noi la cosa più importante, quella che ci fa muovere verso l’altro, è la consapevolezza che tutti noi facciamo parte di un qualcosa che ancora sfugge alla nostra percezione, ma è sicuramente qualcosa di immensamente grande.

    Marino Giorgio e Boldrin Cristina

  • Dialoghi di pace

    29 ottobre ore 21.00
    Nel centenario dell’elezione di Papa Pio XI

    Ingresso libero


    Dialoghi di Pace
    MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PAPA FRANCESCO PER LA LV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

    Dialogo fra generazioni,educazione e lavoro:
    strumenti per edificare una pace duratura

    A cura di

    La Foresta di ARDEN

    Debora Del Giudice, Gabriele Di Nallo, Roberta Parma, Graziano Salvò,
    Enrico Balestreri organo, Alessandro Monga flauto,
    Regia Roberta Parma

    I “Dialoghi di Pace” sono una lettura con musica del Messaggio che il Papa rivolge
    all’umanità per la Giornata Mondiale della Pace.

    Suddiviso fra attori-lettori, le cui voci si intrecciano e si incalzano come in un vero e
    proprio dialogo e si alternano alla musica, il Messaggio diventa opportunità di
    preghiera e meditazione per tutti: non solo per chi si professa cristiano cattolico, ma
    anche per chi si riconosce in altri riferimenti religiosi, o non ne ha alcuno.

    da “Dialoghi di Pace, un’idea da copiare” di Giovanni Guzzi info: www.rudyz.net/dialoghi