Categoria: News

  • Comunità in cammino 14 febbraio 2020

    Comunità in cammino 14 febbraio 2020

    Il papa e le crisi

    I papi parlano a tutti.
    Una volta all’anno parlano anche ai diplomatici accreditati presso la S. Sede
    affinché non solo loro e i loro governi, ma tutti possano riflettere sull’attuale
    situazione. Ricevendo l’8 febbraio scorso gli ambasciatori papa Francesco ha approfondito le principali crisi in atto, già da altri evocate e condivise: sanitaria, ambientale, economica e sociale.

    Poi però ha aggiunto: «Le criticità che ho fin qui evocato pongono in rilievo una crisi ben più profonda, che in qualche modo sta alla radice delle altre, la cui drammaticità è stata posta in luce proprio dalla pandemia. È la crisi della politica (…). Uno dei fattori emblematici di tale crisi è la crescita delle contrapposizioni politiche e la difficoltà, se non addirittura l’incapacità, di ricercare soluzioni comuni e condivise ai problemi che affliggono il nostro pianeta (…). Mantenere vive le realtà democratiche è una sfida di questo momento storico, che interessa da vicino tutti gli Stati: siano essi piccoli o grandi, economicamente avanzati o in via di sviluppo».

    L’Italia sta dimostrando in questi giorni quanto siano gravi i pericoli connessi alla crisi della politica e della democrazia e quanto sia necessario un nuovo stile di rapporti per superarla. Talvolta si dice che i cittadini hanno i governanti che si meritano – specchio delle loro virtù ed egoismi – e talaltra si afferma il contrario. Al di là dei modi di dire, spesso approssimativi nelle loro semplificazioni, tutti sono chiamati a un nuovo e serio senso di appartenenza e di solidarietà.

    don Gianni

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  • Posso chiedervi di condividere lo strazio dell’impotenza?

    Il nostro Arcivescovo rivolge a tutti un accorato appello sul tema dell’emergenza educativa

    Questo l’invito con cui il nostro Arcivescovo monsignor Delpini chiede a tutte le comunità di unirsi idealmente a lui nella preghiera per l’emergenza educativa

    Vorrei dare voce allo strazio dell’impotenza.

    Vorrei dare voce anche a tutti i genitori, gli educatori, gli insegnanti che percepiscono questo momento come una emergenza spirituale ed educativa e si rendono conto che non sono a portata di mano rimedi e soluzioni immediate.

    Vorrei dare voce a ragazzi e ragazze che sono sconvolti dall’isolamento, dai comportamenti incomprensibili e violenti fino alla morte di coetanei ai quali sono affezionati e si sentono in colpa per non aver capito, per non aver detto, per non aver fatto abbastanza.

    Vorrei che questa voce arrivasse alle istituzioni e che l’alleanza tra le istituzioni si rivelasse con maggior evidenza e incisività. Uomini e donne delle istituzioni certo condividono con me strazio e frustrazioni, insieme con impegno e passione educativa. Constatare inadeguatezza di risorse, esiti fallimentari, scelte sbagliate non può essere un motivo di paralisi, ma una provocazione a più incisiva dedicazione e una più corale concentrazione sulle priorità educative.

    Abbiamo suggerito parole e tempi per pregare; abbiamo insegnato la bellezza e la dignità di ogni persona; abbiamo parlato della vita come di una vocazione a mettere a frutto i talenti di ciascuno per il bene di tutti; abbiamo seminato parole di pace; abbiamo cura degli ambienti perché siano belli, ordinati, accoglienti. Riconosciamo la nostra impotenza: molti ragazzi e ragazze invece della concordia amano l’aggressione e la violenza verso gli altri e verso se stessi; ci sono ragazzi e ragazze che si negano ai rapporti, evitano ogni responsabilità; ci sono ragazzi e ragazze che passano il tempo a sporcare la città, a rovinare il pianeta e se stessi; ci sono ragazzi e ragazze che si sentono brutti, inadatti alla vita, disperati e non sanno pregare.

    Brucia dover constatare la mia, la nostra impotenza.

    In questo momento non ho niente da rimproverare a nessuno, non ho niente da insegnare. Verrà il momento per discorsi più ragionati, per proposte e impegno: la Chiesa c’è, ci sarà, per tutti. Ma in questo momento porto davanti al Signore questi sentimenti, con la certezza che il Signore continua ad amare ciascuno, manda il suo Spirito a seminare consolazione, coraggio, sapienza.

    Per questo domenica 21 febbraio pregherò con questa intenzione dalle 20,45 nel santuario di San Pietro in Seveso.

    Vorrei sentire che siamo in tanti in ogni parte della diocesi a pregare in quella sera di inizio Quaresima. Tanti: genitori, adolescenti e giovani appassionati del bene e avvertiti del male che insidia e rovina anche i loro coetanei. Tanti: preti, persone consacrate, insegnanti, educatori, tutti coloro che condividono lo strazio dell’impotenza e continuano a gridare verso Dio.

    Ogni chiesa, ogni santuario, ogni convento, ogni monastero, può essere aperto, in questo stesso orario, per un tempo di preghiera.

    “Ascolta la voce della mia supplica, quando a te grido aiuto,
    quando alzo le mie mani verso il tuo santo tempio” (salmo 28,2).

  • Comunità in cammino 7 febbraio 2020

    Comunità in cammino 7 febbraio 2020

    Il peccato e l’infallibilità

    Se si parla di peccato, pare di usare un linguaggio retrogrado e moralista. Accusarsi di qualcosa – nel confessionale o davanti a un tribunale – sembra un atto di debolezza e d’altri tempi. Se in predica si cita il peccato si coglie l’imbarazzo dei presenti per un tema apparentemente fuori moda. Apparentemente: se infatti si deve valutare un evento sociale, un’azione politica, una resa scolastica, un problema di famiglia o di lavoro, i “pubblici ministeri” pronti all’accusa si moltiplicano a mostrare lacune, carenze e peccati altrui. Secondo taluni confessori, non mancano coloro che nel segreto del sacramento confessano sì i peccati, ma quelli degli altri. Sembra quasi che una certa mentalità induca a un impietoso giudizio sul prossimo, sugli altri, sulla classe dirigente, sui professionisti, sulla Chiesa ecc. e nello stesso tempo proclami una sostanziale infallibilità soggettiva. Come per i classici bambini dell’asilo, colpe e responsabilità sono sempre di altri («non sono stato io, è stato lui, o lei»): nella politica come nello sport, nella professione come in famiglia, negli uffici pubblici e nelle riunioni di condominio (e tra presunti amici). Difficile anche, a questo punto, chiedere scusa: l’infallibile non lo fa.

    In una società competitiva dove c’è sempre da vincere qualcosa a scapito di altri, l’umiltà non è virtù apprezzata, o lo è solo finché non diventa così controcorrente da diventare fastidiosa. E la pratica dell’esame di coscienza – davanti a Dio e agli uomini – meriterebbe di essere ancora insegnata e praticata.

    don Gianni

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  • Comunità in Cammino  – 31/01/2021

    Comunità in Cammino – 31/01/2021

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    Orizzonte o passatempo

    I professori raccomandano ai genitori di «seguire i figli» nello studio, sorreggendone le motivazioni e tenendo sotto controllo i comportamenti. Gli allenatori insistono con i genitori affinché ogni giorno ci sia per i figli uno spazio di attività fisica mirata così che siano sempre atleticamente preparati alle sfide che li attendono. Qualcosa di analogo viene richiesto dagli insegnanti di danza, di musica, di lingua straniere, di antiche e nuove arti espressive.
    I ragazzi e le ragazze sono lo specchio della vita familiare: motivazioni ad agire, organizzazione del tempo, modifica dei comportamenti, allargamento di relazioni e interessi.
    Anche catechisti e catechiste chiedono ai genitori di interessarsi agli argomenti trattati durante gli incontri e di prevedere la partecipazione ai momenti di preghiera della comunità, primo tra tutti la Messa domenicale. Potrebbe sembrare che la vita cristiana si affianchi a tutto il resto in una via intermedia tra scuola dell’obbligo e coltivazione di graditi passatempi.
    In verità la famiglia credente non è chiamata a vivere la fede come un argomento tra i tanti o semplicemente come occasione di inserimento sociale. La fede non è un prodotto o un hobby – e nemmeno un obbligo–, ma l’orizzonte stesso della vita. Un orizzonte non astratto, ma bisognoso di tempi e spazi per maturare. Quelli della preghiera in famiglia, dell’educazione alla carità, della condivisione dello stile di vita secondo il Vangelo, partendo dall’insegnare a riconoscere la persona di Gesù come essenziale per l’esistenza di ciascuno e della famiglia stessa.

    Il pensiero della settimana

    Festa della Santa Famiglia

    “Gesù stava loro sottomesso”
    Celebrando la festa della Santa Famiglia di Nazareth, la nostra riflessione si sofferma su una istituzione fondamentale sia della Chiesa che dello Stato. La Bibbia per prima sottolinea l’importanza di questa istituzione. Il 4°comandamento “onora il padre e la madre”, che regola i rapporti familiari, è l’unico cui è annessa una benedizione.
    La Famiglia, scaturisce dalla volontà esplicita di Dio nel suo creare l’uomo e la donna, a sua immagine, cioè capaci di amarsi così da essere una “carne sola” e di essere suoi collaboratori nel dare la vita.
    Dio ha voluto che l’amore coniugale fosse segno del suo amore per l’uomo: totale, fedele, gratuito, fecondo.
    Perché la famiglia realizzi il progetto originario, il primato deve essere sempre di Dio. Il primo impegno deve essere quello di riscoprire la sua volontà, i suoi progetti su noi e sui nostri figli. Nell’adesione da parte di tutti alla volontà di Dio sorge in famiglia una vera comunità, come quella di Nazareth, dove ci si ama non per interesse, ma gratuitamente; in cui non ci si arrabbia se non ci si capisce, ma si ricerca insieme il disegno di Dio, in cui l’autorità non è potere che schiaccia, ma servizio alla crescita delle persone, in cui l’essere sottomessi, come Gesù, non è visto come impoverimento, ma
    come condizione per crescere in “sapienza e grazia”. Sia così per tutte le nostre famiglie.
    don Alberto Barlassina

  • Comunità in Cammino  – Primo numero

    Comunità in Cammino – Primo numero

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    Verbo divino e comunicazione

    Non avere oggi un proprio profilo Facebook, Twitter, Instagram ecc. significa quasi essere fuori dal mondo. C’è ancora chi ambisce a comparire in televisione o sulle pagine dei giornali o a diventare tronista o influencer (parole che solo pochi anni fa non esistevano affatto).
    Sembra che la comunicazione ci sia scoppiata tra le mani e che ci
    invada: dirette tv o web, notizie in tempo reale, conoscere subito i
    risultati delle elezioni e di quelli degli esami del sangue.
    Anche le parrocchie si sono adeguate e attraverso opportuni canali Telegram o gruppi dedicati di WhatsApp cercano di far sentire la loro voce
    e segnalare appuntamenti e opportunità.
    Fin dall’inizio l’umanità ha comunicato con dipinti, graffiti, statuette.
    Comunicare è l’essenza dell’essere umano, creato per la relazione, per vivere in società e progettare insieme il futuro.
    Quando l’evangelista Giovanni ha dovuto parlare di Dio che si fa uomo, non ha trovato di meglio che scrivere “La Parola si fece carne” – Verbum caro factum est. Comunicare è un riflesso di Dio nell’uomo.
    Il riferimento è troppo solenne per introdurre questo nuovo strumento comunicativo della nostra Comunità pastorale desiana? Forse sì.
    O, forse, solo contemplando che Dio stesso è parola, comunicazione, potremo mostrare con parole e immagini il cammino di una Comunità che intende compiere la sua missione: condividere e diffondere la buona notizia.
    Il Signore benedica anche questa Comunità in cammino.
    don Gianni

    Il pensiero della settimana

    Il “segno” della moltiplicazione dei pani

    “Gesù sentì compassione per loro” (Mt. 14,13)
    Con questa domenica si conclude “l’Epifania del Signore”: la sua manifestazione, iniziata con l’esperienza dei Magi, continuata con il Battesimo e contemplata nel miracolo di Cana, oggi ci fa vedere, col miracolo della moltiplicazione dei pani, che Gesù “ha compassione” per le folle che lo seguono. Compassione è il termine usato nell’Antico Testamento per esprimere l’amore senza limiti di Dio per l’umanità: Gesù realizza in odo pieno questo amore. Gesù ha compassione perché sente che la gente ha bisogno di una Parola di salvezza, lo cercano anche quando si reca in luogo desertico, ma Gesù vuole anche farci capire che questi doni materiali sono un segno dei doni spirituali che ci fa. Il pane che sfama la gente è un anticipo del Pane che ci dona nell’Ultima Cena. Nella S. Messa facciamo memoria di questa “compassione”: Gesù ci dona la sua Parola che è sempre di gioia e di speranza e si fa Cibo per noi chiedendoci di donare con gioia il nostro amore agli altri, condividendo i problemi e le sofferenze di chi ci sta vicino.
    don Alberto Barlassina

    La Parola è di Dio

    E noi che rapporto abbiamo con la Bibbia?

    Leggere, meditare, contemplare, pregare e vivere la Parola di Dio. Anche, e soprattutto, in questo tempo, troviamo il modo di avvicinarci alla Bibbia, fonte di ispirazione per vivere meglio la nostra vita.

    “È noto a tutti che la grande svolta è stata segnata dal Concilio Vaticano II che ha visto la riappropriazione della Bibbia da parte delle comunità ecclesiali cattoliche non solo nell’ufficialità della liturgia ma anche nella costellazione della teologia, della catechesi, dei corsi biblici, delle letture spirituali, del dialogo ecumenico e persino della cultura “laica”. Oggi non si potrebbe ripetere il motto sdegnato di Lutero nei suoi Discorsi a tavola secondo il quale «in Italia la Sacra Scrittura è così dimenticata che rarissimamente si trova una Bibbia». Che poi essa non sia soltanto posseduta in un’edizione ma che sia letta e studiata anche nelle scuole è
    un altro discorso. Dico «anche nelle scuole» perché – come già sostenevano De Sanctis nell’Ottocento e Umberto Eco ai nostri giorni – essa è indiscutibilmente il “grande codice” dell’arte, dell’ethos e dell’etica, in sintesi della nostra civiltà occidentale”.

    Questa citazione tratta da un articolo del Card. Gianfranco Ravasi, professore di Sacra Scrittura anche per i Preti della mia generazione, mi permette di introdurre una riflessione che mi è stata consegnata per questo primo numero del nuovo notiziario della Comunità pastorale di Desio.


    Quando siamo stati ordinati sacerdoti nei primi anni Ottanta del secolo scorso iniziava il suo ministero episcopale anche il Card. Martini e subito ci conquistò con la sua capacità di introdurci alla “LECTIO DIVINA”.
    Lui scriveva: “Tra questi mezzi o metodi concreti, suggerisco quello patristico della lectio divina, chiamata “divina” appunto perché consiste nella lettura e nell’ascolto di un passo della Bibbia. Tale lectio divina comprende alcuni gradini – lectio, meditatio, oratio o contemplatio – che, per maggiore utilità, sono solito allargare a sette aggiungendone quattro: consolatio, discretio, deliberatio, actio… Non leggiamo la Scrittura per avere la forza di compiere quello che abbiamo deciso! Invece, leggiamo e meditiamo affinché nascano le giuste decisioni e la forza consolatrice dello Spirito ci aiuti a metterle in pratica”.
    Anch’io da coadiutore, accompagnavo decine di giovani dell’oratorio San Pietro di Rho in Santuario dove maestri spirituali (don Renato Corti, Mons. Saldarini…) ci aiutavano a leggere, meditare, contemplare, pregare, vivere
    alcuni Testi sacri della Bibbia.
    Altri giovani seguivano l’insegnamento della religione cattolica a scuola. Quei giovani (sono passati 35 anni) sono gli adulti di oggi: sposi, mamme, papà, professionisti, lavoratori… forse anche con un’esistenza segnata da sofferenze e preoccupazioni ma nella piena maturità della vita umana.
    Sono gli educatori dei ragazzi e dei giovani.
    Allora viene spontaneo chiederci: ma quei giovani di allora che rapporto hanno oggi con la Bibbia? La leggono, la pregano, la vivono ancora? Talvolta si ha l’impressione che la vita odierna con il ritmo così travagliato metta in secondo piano l’accostare la Parola di Dio con un po’ di approfondimento serio ed intelligente. Ci accontentiamo di qualche lontano ricordo. Guai se nella mia e nostra vita di Preti la Parola di Dio non
    occupasse un posto importante nella riflessione personale anche per preparare le omelie ma soprattutto per illuminare le scelte e il modo di agire quotidiano! Allora esaminiamoci: non accontentiamoci dell’ascolto della Parola a Messa e di qualche omelia, anche se l’anno liturgico è la prima fonte preziosa per ascoltare e meditare la Bibbia.
    Gli strumenti permessi dalle nuove tecnologie sono poi di grande aiuto! Sfruttiamoli!
    Anche la Scuola della Parola proposta dall’Azione Cattolica è occasione preziosa.

    Soltanto se alimentiamo la nostra fede in un contatto con la Parola, potremo
    passare indenni attraverso il deserto spirituale dell’Europa moderna.
    don Paolo Ferrario

    È davvero Dio che ci parla

    Cosimo Iodice ci spiega l’importanza del Ministero del Lettorato poiché è Parola di Dio ciò che viene proclamata durante le liturgie eucaristiche. Non parola di uomini, ma, Parola di Dio. É Lui l’autore.

    Cosa accade nel momento in cui il lettore si alza e sale all’ambone per proclamare la Parola di Dio nella liturgia? Nell’atto della proclamazione, la Parola di Dio che è depositata nelle Scritture, ritrova la sua forza viva, il suo
    carattere di evento sorgivo.
    Nella liturgia della Parola, attraverso la voce del lettore, il Verbo torna a farsi carne: il lettore è dunque al servizio di una doppia manifestazione, quella, del Mistero di Cristo e del Mistero della Chiesa, comunità profetica ed apostolica. Il fatto che è affidato ad un ministro non ordinato, afferma la verità secondo cui la Chiesa partecipa del ministero apostolico e profetico, in virtù del sacerdozio battesimale.

    Difatti il Motu Proprio “Spiritus Domini” scritto da Papa Francesco evidenzia proprio questo. Il Santo Padre ha deciso di scrivere questo documento, che contiene la scelta di assumere stabilmente i laici, che abbiano l’età e le doti, mediante un rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti. Questo servizio, comporta una stabilità, un riconoscimento pubblico mediante un mandato da parte del Vescovo. Ciò rende più effettiva la partecipazione di tutti, uomini e donne, all’opera di evangelizzazione della Chiesa. Questo servizio ormai pienamente riconosciuto ai laici, realizza ancor di più la partecipazione al sacerdozio battesimale che compete a tutte le figlie e i figli della Chiesa.

    Perché dalla Parola proclamata sia davvero Dio a parlare, è necessario che il lettore sia ascoltatore della Parola che proclama e in nessun modo frapponga alla Parola di Dio la sua voce e la sua parola. La liturgia della P arola, infatti, non è didascalica, contiene la Rivelazione. Ritrovare questa consapevolezza è condizione necessaria per ridare spessore alla voce della proclamazione e al servizio liturgico.

    Ogni lettore deve orientare alla Parola di Dio, il suo sguardo, più che all’assemblea. Perché, là dove lo sguardo è orientato, tutto orienta al Signore Gesù. Per questo, non è importante che gli uomini e le donne che prestano servizio come lettori siano molti o pochi, ma, invece, è importante, che siano preparati umanamente, spiritualmente e liturgicamente. L’attenzione al servizio liturgico, nello specifico del lettore, non è semplicemente una strategia pastorale per coinvolgere i laici a partecipare, ma, bensì prepararli al servizio della partecipazione di tutto il popolo di Dio al Mistero celebrato. Grazie a tutti i lettori della comunità pastorale per il loro servizio liturgico, per loro salga al Signore la nostra preghiera, affinché, sempre possano concorrere al bene. Che la Parola proclamata e annunziata sia sempre luce per il cammino di tutti.

    Cos’è la preghiera? Cosa significa pregare per un giovane?

    A queste domande ha risposto Martina, 27 anni, raccontandoci la sua
    esperienza di “comunicazione” con Dio

    Spesso di fronte a queste domande ci viene in mente quando, sin da piccoli, siamo esortati da un adulto o da una figura di chiesa a imparare e ripetere delle formule già confezionate; in verità è molto di più.

    Pregare è connettersi con un tu, con Dio. Ho scoperto negli anni che la
    preghiera risponde al mio desiderio di conoscere, fare esperienza di Dio e di non cercarlo solo quando ne ho bisogno per superare delle difficoltà. Lentamente ho cercato di svuotarmi delle consuete maschere che si fanno indossare a Dio: quella di un Dio tappabuchi, di un Dio giudice, di un Dio contabile, di un Dio della perfezione, di un Dio dei sacrifici.

    Per fare questo occorre leggere e ascoltare la Parola di Dio. L’ascolto è l’atteggiamento che permette di fare spazio all’altro, di uscire da sé stessi, di alzare lo sguardo e mettersi in comunicazione con lui, nonostante la consapevolezza che sia di immane fatica. Questo permetterà, con il tempo,
    di capire che il nostro Dio ha altre caratteristiche: è il Dio dell’alleanza,
    della misericordia, della grazia, della bellezza e della gioia. Un Dio che si fa
    chiamare Padre, che è disposto a dare tutto per noi: noi valiamo il sangue
    di Cristo! Nulla può fermare l’amore che Dio ha per noi, nemmeno i nostri
    peccati. Lui ci chiede, a braccia aperte, di essere disposti ad accogliere il Suo
    amore. Ci chiede di fidarci e affidarci a Lui, perché se anche le cose nella
    nostra vita non vanno come auspicavamo, Lui è sempre accanto a noi e ci tende la Sua mano perché lui è l’Emmanuele, il Dio-con-noi. Non è semplice per un giovane arrivare a queste consapevolezze, soprattutto in un tempo così precario che mette alla prova chiunque.

    Per questo è necessario che si faccia aiutare da chi nel cammino per conoscere Dio è più avanti, che si affidi a una guida spirituale e a percorsi di Fede, anche al di là di un contesto parrocchiale, che possano accompagnarlo nel discernimento. Come Papa Francesco ci ha insegnato, in quella giornata che resterà nella storia quando ha pregato in una Piazza San Pietro completamente vuota, riempita solo dal suono delle ambulanze: nessuno si salva da solo! Un giovane ha bisogno di essere indirizzato nella lettura del Vangelo, affinché gli vengano consegnati strumenti e metodi per poter affrontare poi, anche da solo, una riflessione su un certo brano; deve essere stimolato e incentivato a capire che quello che legge non è una storiella di fatti lontani, ma qualcosa che parla alla sua vita.
    Eleonora Murero

    Sopra: l’invito che propone ai giovani della nostra Comunità Pastorale un cammino di formazione per ascoltare e meglio comprendere la Parola di Dio

    Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

    “Che siano uno perché il mondo creda” (Gv 17,21)

    Questa frase dal Vangelo di Giovanni rappresenta il pressante invito all’unità di tutti i cristiani, che proprio nel mese di Gennaio di ogni
    anno si ritrovano in preghiera per questo, nel mondo cattolico come in quello luterano, anglicano, ortodosso e altri. L’unità di tutti i cristiani era già un appassionato impegno del Concilio Vaticano II, ripreso con forza da San Giovanni Paolo II (“Ut Unum Sint”, 1995). L’Assemblea Interreligiosa delle chiese cristiane nel 1999 ribadiva la profonda convinzione che “il dialogo tra le religioni non significhi rinunciare alle proprie identità, ma piuttosto rappresenti un momento di scoperta. Impariamo ognuno a rispettare l’altro come membri di un unico genere umano. Impariamo ad apprezzare sia le nostre differenze sia i valori comuni che ci tengono vicini…(…)…noi ci chiediamo l’un l’altro di dimenticare gli errori passati; di promuovere la riconciliazione; di impegnarci in prima persona per superare l’abisso tra ricchezza e povertà e di lavorare per un mondo di giustizia e di pace durevole”.
    Anche quest’anno è stata riproposta la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, con la profonda radicata consapevolezza che la preghiera di tutte le chiese cristiane è il fulcro che muove le coscienze di ciascuno nel ritrovarsi insieme nella sequela di Cristo, con la certezza di essere costruttori di pace e creatori di ponti.
    Guido Feltrin

    S. Messa Educatori e Catechiste

    VENERDÌ 29 GENNAIO alle ore 20.30 presso la Parrocchia San Giovanni Battista si terrà la S. Messa per catechisti ed educatori della città in occasione della settimana dell’educazione e della memoria di San Giovanni Bosco

  • Vita della comunità 17-24 gennaio 2020

    VITA DELLA COMUNITÀ

    DOMENICA 17 GENNAIO – II DOPO L’EPIFANIA
    GIORNATA PER IL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO

    • Ore 10.00 Oratorio BVI: S. Messa per genitori e ragazzi del II anno IC (III elementare)
    • Ore 16.00 Basilica: celebrazione del sacramento del Battesimo
    • Ore 21.00 Online: Famiglie insieme (preghiera, catechesi, condivisione). Per informazioni telefonare a don Sandro: 0362-626642

    LUNEDÌ 18 GENNAIO – INIZIO DELLA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

    • Ore 21.00 Online: Commissione Carità cittadina

    MARTEDÌ 19 GENNAIO

    • Ore 21.00 Online: Consiglio Pastorale della Comunità

    MERCOLEDÌ 20 GENNAIO

    • Ore 20.30 Online: preghiera ecumenica (per informazioni telefonare ai Missionari Saveriani al numero 0362-625035)

    GIOVEDÌ 21 GENNAIO

    • Ore 20.45 Online: formazione per EDUCATORI PREADO 1
    • Ore 21.00 Online: inizia il Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

    VENERDÌ 22 GENNAIO

    DOMENICA 24 GENNAIO
    III DOPO L’EPIFANIA
    DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO

    • Ore 10.00 Oratorio BVI: S. Messa per genitori e ragazzi del III anno IC (IV elementare)
    • Ore 11.30 Basilica: S. Messa con la presenza delle rappresentanze del Palio
    • Ore 17.30 Parrocchia San Pio X: incontro adolescenti del I anno in preparazione alla Professione di Fede

    LA COMUNITÀ AFFIDA NELLA PREGHIERA

    • I bambini battezzati: Chiara e Roberto.
    • I defunti della settimana: Maria Smiraglia Dicataldo, Enrica Agostini Coccia, Aldo Spreafico.

    GRAZIE A TUTTI PER LA GENEROSITÀ

    1. Offerte in basilica nella settimana dal 4 al 10 gennaio (compresa l’Epifania): per la parrocchia € 3.528,00; nella cassetta dedicata per la cupola: € 220,00.
    2. Per l’Avvento di Carità a favore del Lacor Hospital di Gulu (Uganda), la raccolta in basilica è risultata di € 3.584,50, che uniti agli € 1527,40 della Parrocchia San Giovanni Battista danno una somma totale di € 5.111,90 da consegnare alla Fondazione Corti che gestisce l’ospedale.
    3. L’offerta nelle buste natalizie alla data odierna ha dato un totale di € 24.315,00. È possibile continuare la raccolta fino al 31 gennaio, festa della S. Famiglia.
    4. Sono numerose le offerte a favore delle attività parrocchiali, incluso il restauro della Cupola, pervenute direttamente o via bonifico.

    L’EUCARISTIA AL CENTRO DELLA COMUNITÀ

    DOMENICA 17 GENNAIO 2021 II DOPO L’EPIFANIA
    Is 25,6-10a; Col 2,1-10; Gv 2,2-11 Benedetto il Signore, Dio d’Israele, egli solo compie prodigi
    Liturgia delle Ore: II settimana
    ✙ 8.30 Basilica
    ✙ 9.30 S. Francesco
    ✙ 10.00 Basilica (streaming su YouTube)
    ✙ 10.00 Oratorio BVI (Iniziazione Cristiana, anno II°)
    ✙ 10.30 S. Cuore
    ✙ 11.30 Basilica
    ✙ 18.30 Basilica
    LUNEDÌ 18 GENNAIO Cattedra di S. Pietro Apostolo
    1Pt 1,1-7; Gal 1,15-19; 2,1-2; Mt 16,13-19 Ti amo, Signore, mia forza
    ✙ 7.30 Basilica (Intenzione personale)
    ✙ 9.00 Oratorio BVI (Teresina, Luigia, Sandra Mariani)
    ✙ 18.30 Basilica (defunti le cui esequie sono state celebrate in dicembre)
    MARTEDÌ 19 GENNAIO Per l’unità dei cristiani
    Sir 44,1; 46,1-6d; Mc 3,22-30 Diremo alla generazione futura le lodi del Signore
    ✙ 7.30 Basilica (Maria Arosio e Ferruccio Vergani)
    ✙ 9.00 Basilica (Filippo Serrapica)
    ✙ 18.30 Basilica (Luca Sala e Cristina Martinazzoli)
    MERCOLEDÌ 20 GENNAIO S. Sebastiano, martire
    Sir 44,1; 46,11-12; Mc 3,31-35 Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre
    ✙ 7.30 Basilica (Luigino Arienti)
    ✙ 9.00 Basilica (Agnese e Riccardo Masolo)
    17.00 Basilica (esequiale Vincenzo Caputo)
    ✙ 18.30 Basilica (Sergio Casati)
    GIOVEDÌ 21 GENNAIO S. Agnese, vergine e martire
    Sir 43,33-44,14; Mc 1,35-45 Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto
    ✙ 7.30 Basilica (Intenzione personale)
    ✙ 9.00 Basilica (Felice Biassoni)
    ✙ 18.30 Basilica (Paola Mariani Como)
    VENERDÌ 22 GENNAIO Per l’unità dei cristiani
    Sir 44,1; 47,2-7; Mc 4,10b.21-23 Cantiamo al Signore, salvezza del suo popolo
    ✙ 7.30 Basilica (Intenzione personale)
    ✙ 9.00 Basilica (defunti famiglie Spigarelli e Torzoni)
    ✙ 18.30 Basilica (Enrico Schiatti)
    SABATO 23 GENNAIO Per l’unità dei cristiani
    Es 3,7a.16-20; Ef 3,1-12; Mt 10,1-10 Venite, acclamiamo al Signore
    ✙ 9.00 Basilica (Alicia Alvarez)
    ✙ 18.00 Basilica S. ROSARIO (streaming su YouTube)
    ✙ 18.30 Basilica LITURGIA VIGILIARE (streaming) (Emilio)
    Letture S. Messa della domenica: Nm 11,4-32*; 1Cor 10,1-11b; Mt 14,13b-21

    SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE IN BASILICA: giorni feriali: 8.30-9.00 e 17.00-18.15; sabato ore 16.00-18.15

  • La settimana per l’unità dei cristiani

    La settimana per l’unità dei cristiani

    Dal 18 al 25 gennaio si rinnova l’appuntamento della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

    in Italia è preceduta il 17 gennaio dalla Giornata per il dialogo ebraico-cristiano o, meglio, all’approfondimento delle relazioni della Chiesa cattolica in Italia con il popolo ebraico e allo sviluppo del dialogo ebraico-cristiano, affinché – come disse san Paolo VI – gli ebrei “siano veramente degni della nostra reverenza e del nostro amore” (Paolo VI).

    Quest’anno il tema scelto per la settimana dell’unità è «Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto» (Gv 15,1-17). Questo perché – scrivono gli organizzatori – «il risultato della lotta per vincere il male e la divisione, rimanendo saldi in Gesù, è portare frutti abbondanti» e «la divisione, frutto amaro del male, vanifica gli sforzi per ottenere risultati».

    Anche a Desio, tramite l’impegno dei Missionari Saveriani e di molti laici e laiche, l’incontro tra le confessioni cristiane e il dialogo interreligioso restano vivi e sono un segno di speranza sulla via della pace. Ne è segno l’appuntamento della sera del 20 gennaio.

  • Un nuovo strumento informativo

    Con la prossima domenica 24 gennaio i bollettini pastorali e di informazione di ciascuna delle nostre cinque parrocchie di Desio avranno un formato decisamente nuovo. Sarà uno strumento di quattro pagine, i cui contenuti rifletteranno sia il calendario liturgico e le iniziative diocesane, sia le notizie proprie di ciascuna comunità parrocchiale. Avrà in prima pagina un editoriale, mentre la seconda e la terza conterranno articoli, informazioni, commenti e pubblicizzazione di eventi riguardanti la Comunità Pastorale. La quarta pagina riporterà il foglio informativo di ciascuna parrocchia, come compare fino a oggi. Obiettivo è coinvolgere l’intera comunità di Desio nell’informazione e nella partecipazione, in modo che ognuno si possa riconoscere in questo strumento informativo e quindi nella Comunità Pastorale stessa, senza perdere la specificità della propria realtà parrocchiale.

    La redazione